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Alla ricerca dell'equilibrio - Giancarlo De Carlo


Il crescente estraniamento della gente dal processo architettonico rende indispensabile la figura del tecnico, l’urbanista, ma questo non impedisce la possibilità che gli abitanti possano riprendere nelle loro mani la progettazione e l'autocostruzione del loro ambiente. Come? Non ci sono ricette, però fortunatamente le risorse della gente sono imprevedibili e immense. Questa è la speranza di uno dei maggiori architetti e urbanisti contemporanei, oggi docente di composizione architettonica all’università di Genova, dopo aver ricoperto altre cariche in Italia ed essere stato visiting professor alla Yale University, al MIT, alla Cornell University e alla University of California. Tra i suoi numerosi libri vanno ricordati: William Morris, studio critico (1947), La piramide rovesciata (1968), An Architecture of Partecipation (1972). È inoltre direttore della rivista «Spazio e Società», e di una collana sui problemi della forma urbana presso Il Saggiatore. Articolo tratto da L'idea di abitare, «Volontà», n. 1-12/1989.