Todd May, Anarchismo e poststrutturalismo, elèuthera, Milano, 1998
Quali consonanze ci potranno mai essere tra poststrutturalismo e anarchismo? Quali linee di convergenza e divergenza tra le rispettive filosofie politiche? Quali le liaisons dangereuses tra Proudhon e Lyotard, tra Kropotkin e Deleuze, tra Bakunin e Foucault? È quanto cerca di rintracciare e rispondere il filosofo americano Todd May nel suo libro, facendo vedere, in ultima istanza, come la filosofia politica del poststrutturalismo, nelle sue posizioni di fondo, condivida molte tensioni libertarie e, contemporaneamente, come il pensiero anarchico si alimenti e venga arricchito oggi da contributi di autori che vi immettono una inedita radicalità di pensiero con ampie suggestioni e riflessi sul piano della pratica sociale.
Todd May (New York City 1955) è professore di Filosofia al Warren Wilson College e autore di Psychology, Politics and Knowledge in the Thought of Michel Foucault (Pennsylvania State University, 1993), Operation Defensive Shield: Witness to Israeli War Crimes (Pluto Press, 2003) con Muna Hamzeh, Frienship in an Age of Economics: Resistng the Forces of Neoliberalism (Lexington Books, 2014), Nonviolent Resistance: A Philosofical Introduction (Polity Press, 2015). Con elèuthera ha pubblicato Anarchismo e post-strutturalismo (1998).



