Care e cari,
in questa newsletter di aprile vi proponiamo:
una nuova pagina nella sezione ricerche del nostro sito dedicata all'uso delle fonti orali per la storia dell'anarchismo. In particolare troverete: una rassegna di articoli firmati da Cesare Bermani, Claudio Venza e Piero Brunello frutto dell'incontro, tenutosi a Milano nell'aprile del 2001, L’uso delle fonti orali per la storia del movimento anarchico; una serie di interviste a militanti anarchici; una sezione dedicata alla storia orale della resistenza anarchica in Italia.
Essendo aprile e avvicinandosi l'anniversario del 25, abbiamo deciso di proporvi due articoli sulla storia dell'antifascismo: il primo articolo, Ad ogni modo, le indagini procedono di Fausto Buttà, ci aiuta a ripercorrere la storia del movimento anarchico milanese durante il fascismo; il secondo articolo, Hans Deichmann, il partigiano tedesco, di Virgilio Galassi, inaugura una nuova categoria della sezione focus del nostro sito, in cui ogni mese caricheremo una delle cover stories uscite sul nostro bollettino semestrale.
Per chi tra voi frequenta le sale cinematografiche segnaliamo l'uscita di un film su Gaetano Bresci, Un delitto ideale per la regia di Nicolò Tonani.
Ultimo ma non ultimo, nello scorso mese abbiamo ricevuto e lavorato la donazione libraria di Gaetano Ricciardo Calderaro, che ringraziamo vivamente. La donazione è composto da 149 titoli pubblicati tra il 1923 e il 2017.
Come sempre, non potremmo continuare a fare ciò che facciamo senza il vostro contributo, e dunque...
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Coloro che ci sostengono con una quota annua ricevono il Bollettino in abbonamento, cartaceo o PDF.
A presto e buona lettura!
il collettivo del Centro Studi Libertari
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Per scrivere una storia del movimento anarchico l’uso delle fonti orali sembra essere per molti aspetti il più appropriato anche se presenta problemi di non immediata risoluzione.
La testimonianza orale ha le sue norme, i suoi codici, i suoi linguaggi, punti di vista, conflitti, meccanismi del ricordo e dell’oblio che non sono una semplice trasposizione della cultura scritta. Lo sguardo, gli ammiccamenti, le pause e i silenzi che si stabiliscono tra l’intervistato e l’intervistatore sono aspetti integranti della comunicazione. Occorre quindi essere consapevoli dei meccanismi di trasmissione della cultura orale.
La fonte orale ci offre materiali documentari importanti e insostituibili anche sotto il profilo informativo, ma sono sempre informazioni elaborate dai filtri della soggettività, della memoria; sono sempre elaborazioni soggettive delle proprie storie di vita.
Uno storico che voglia utilizzare le fonti orali non raccoglie solo storie, ma essenzialmente incontra persone e le persone elaborano una spiegazione degli avvenimenti. Le loro spiegazioni cambiano con il tempo e con il contesto.
Tale consapevolezza permette alla storia orale di svelare la provvisorietà e la parzialità di qualsiasi procedimento storiografico, comunicando allo storico un atteggiamento non-autoritario.
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Ad ogni modo, le indagini procedono
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Con le Leggi Eccezionali del 1926 e il consolidarsi della dittatura fascista, la morsa che teneva soggiogati gli antifascisti si strinse ulteriormente eliminando di fatto per le opposizioni qualsiasi spazio legale di manovra. La conseguenza di tutto ciò fu una ripresa della “propaganda del fatto”. Gli attentati compiuti, o solo progettati, da parte di Michele Schirru (1931), Gino Lucetti (1926) e Angelo Sbardellotto (1932), o quello attribuito al giovanissimo Anteo Zamboni (1926), rappresentano gli episodi più rinomati. L’attentato alla Fiera di Milano nel 1928 si iscrive in questo tracciato.
Giovedì 12 aprile 1928, Piazza Giulio Cesare, a Milano, all’entrata della Fiera una discreta folla sta aspettando l’arrivo di Vittorio Emanuele III, ospite d’onore per l’inaugurazione della IX Fiera. La comparsa del monarca è prevista per le 10.30 circa, ma per un cambio di programma conosciuto da pochi addetti ai lavori, il re è già in procinto di arrivare. Mancano dieci minuti alle 10. All’improvviso un boato. Una bomba, collocata nel basamento di un lampione, scoppia uccidendo 14 persone sul posto (altre sei muoiono nei giorni successivi, in seguito alle ferite riportate) e ferendone una quarantina.
Tutt’oggi non si conoscono né i nomi degli attentatori né l’esatta trama dietro a questo episodio. Esclusi i lavori di Mimmo Franzinelli e Carlo Giacchin, gli storici hanno dedicato poche ricerche a questo evento, anche a causa della mancanza di indagini adeguate da parte delle autorità fasciste. Comunisti, anarchici, fuoriusciti, antifascisti, ma anche fascisti dissidenti, spie e doppiogiochisti: nel calderone delle ipotesi caddero in tanti e i più disparati, fin quando il capo della polizia fascista non interruppe del tutto le indagini.
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Hans Deichmann
il partigiano tedesco
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Hans Deichmann nasce nel 1907 in una famiglia dell’alta borghesia di Colonia, padre banchiere. Antinazista, mai militare, sempre in borghese, civile, libero; oppositore anomalo, inventivo, anarchico occasionale, amico di anarchici in Italia, e in Inghilterra, come Vernon Richards e il gruppo di Freedom, e loro sostenitore per decenni.
Durante la guerra collabora con gli alleati, informandoli della località – Pedemuende, sul confine con la Danimarca – dove i tedeschi stanno costruendo la Vergeltungwaffe; cosicché il bombardamento inglese della fabbrica di missili ne ritarda di diversi mesi l’impiego su Coventry.
In Italia, con un incarico civile conferitogli dai tedeschi, quando può ne ritarda, sabota, ordini, programmi, piani, talora col pretesto di migliorarli; con iniziative autonome, o in collaborazione con Giustizia e Libertà.
Qualche episodio: organizza il sequestro – non riuscito – di un funzionario tedesco in cambio della libertà di un partigiano; su una tradotta blindata di lavoratori italiani destinati alla Germania, fa salire un fabbro – fornendogli di sua mano gli strumenti - che sblocca le porte del treno, così che all’arrivo a Bolzano la metà dei passeggeri è scomparsa; d’accordo con il responsabile dell’anagrafe di Roma, rallenta a non finire la stesura dell’elenco dei giovani di leva richiesto dal comando tedesco, per cui all’arrivo degli alleati il lavoro è ancora gli inizi.
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28 luglio 1900: Gaetano Bresci, un anarchico italiano emigrato in America, torna a Milano con un unico obiettivo: assassinare Re Umberto I. Dopo aver visitato la Villa Reale di Monza, incontra Teresa, una prostituta in un decadente bordello milanese. Trascorre la notte con lei, non per piacere, ma per riposare e prepararsi. Nel corso della notte, si crea un legame inaspettato. Gaetano, spinto dall’ideologia, si confronta con la visione del mondo disillusa di Teresa, una donna plasmata dalla sopravvivenza. Il loro incontro costringe entrambi a mettere in discussione le proprie convinzioni alla vigilia di un momento che cambierà la storia.
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Donazione
Gaetano Ricciardo Calderaro
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Dal 2023 è possibile destinare al Centro Studi Libertari Giuseppe Pinelli il "5 x mille" in quanto associazione di promozione sociale.
Per devolvere il cinque per mille è necessario compilare il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico e firmare nel riquadro “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS…” e indicare il codice fiscale 97030450155. Anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può scegliere di devolvere il cinque per mille presentando l’apposita scheda allegata al CU.
Farlo non costa nulla, in quanto se non si esprime una scelta la quota rimane allo Stato. Per noi si tratta invece di un contributo importante, come gli altri canali di donazione, per portare avanti le nostre attività di conservazione e di ricerca in maniera indipendente. I fondi vengono infatti utilizzati, tra le altre cose, per riordinare e rendere fruibili i nostri fondi archivistici, per l'acquisione e la catalogazione dei libri della biblioteca, per avviare nuovi progetti di archivio digitale o mantenere e migliorare quelli esistenti (come "Pinelli: una storia", "Venezia '84" o "Le voci dell'anarchia"), per finanziare le nostre attività editoriali come la pubblicazione del Bollettino, dei Quaderni, e così via.
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