Bollettino

Partiti nel 1992 con quella che voleva essere poco più che una circolare informativa rivolta a soci e utenti del Centro studi libertari, il Bollettino dell'Archivio Giuseppe Pinelli s'è ben presto arricchito e diversificato in forme e contenuti, accostando a tematiche strettamente archivistiche argomenti di più generale interesse e financo rubriche divertenti e divertite.

La formula è sempre stata quella impostata sin dai primi numeri: minimalista ma nondimeno ambiziosa. Minimalista nella struttura redazionale (scritti brevi, essenziali, rubriche telegrafiche) e nei temi (piccole storie individuali, di persone e fatti poco noti). Ambiziosa però nel voler conoscere e interpretare la grande Storia proprio attraverso la storia minore, cioè i personaggi e gli eventi che non sono arrivati alla ribalta della Storia, pur avendone costituito il tessuto connettivo.

L'obiettivo principale è dunque stato quello di cogliere all'interno delle ‘larghe maglie' (per lo più conosciute o conoscibili altrove) quella fitta trama di ‘piccole cose' poco note o pressoché ignote, cercando di lambire il grande assortimento umano - talvolta riottoso e pudico nel raccontarsi o nel farsi raccontare - che ha sempre rappresentato la linfa vitale dell'anarchismo.

Per riuscire a organizzare questo sforzo, abbiamo dedicato la nostra attenzione a due diverse, ma complementari, declinazioni del variegato mondo anarchico. Da un lato abbiamo creduto importante sottolineare ulteriormente le nostre radici storiche; dall'altro abbiamo ritenuto altrettanto significativo evidenziare quei punti di convergenza esistenti fra le tante sensibilità libertarie, facendo così di questo

Bollettino un piccolo strumento di memoria anarchica e di cultura libertaria.

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